Essendo necessario remediar

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DECRETO, CHE RICHIAMA LE PUTTANE.


SONETTO


Essendo necessario remediar
    A tanti, e tanti gran inconvenienti,
    Che nasce a causa dei Marj contenti,
    4Che lassa le so Donne praticar,

L'anderà parte, senza derogar
    Le leggi in sto proposito attinenti,
    E che le xe in materia proponenti,
    8Che s'abbia le Puttane da chiamar;

Che queste possa star in ogni sito,
    E sulla porta colle Tette fuora,
    11Come, ch'in altri tempi xe stà scritto.

Sole le possa andar la notte ancora,
    Che, cavandose i Cazzi l'appettito,
    L'adulterio cussì anderà in malora:
                        14Xe veramente ora,

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Che torna le puttane in sta Cittae,
    E staga a casa soa le maridae,
                        18La troppa libertae,

Che s'hà tiolto le Donne n'hà costreto,
    Che se vegna a segnar sto gran Decreto,
                        21Che 'l fazza bon effeto

Volemo in avvegnir certo sperar,
    Perchè in sta forma no la puol durar;
                        24Tutti la vuol sticcar;

Per sto voler servir pedine, e Dame;
    Quante famegie, che se chiama grame;
                        27Cresce a tutti la fame

Dell'oro, e per far niove drapperìe
    I ricchi và in malora, e le caìe;
                        30I fà mille pazzìe.

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E tutti al dì d'ancuò xe zò de sesto,
    Perchè 'l peto più grando i trà del cesto;
                        33E saveu, perchè questo,

E perchè tanti altri gran malani?
    Per causa de sti amori Platoniani;
                        36Questi fà mille dani,

I sconvolze la bona economìa,
    E i rompe nelle case l'armonìa;
                        39Perchè la malattìa

De sti amori varissa, come và,
    Le puttane l'antidoto sarà,
                        42Oh questo sì, ch'è quà,

Levandoghe alle Donne i so serventi,
    Le starà a casa soa coi so parenti,
                        45La lengua drento ai denti

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La zente tegnirà, che a più no posso
    Ai maridai i ghe tagia i panni addosso;
                        48Anderà a segno ogni osso,

Le Donne tenderà alla so famegia,
    E la Mare alla fìa farà la vegia;
                        51Sarà una maravegia

Veder ste Donne, come al tempo antigo
    A star a casa senza quell'amigo,
                        54Che alfin pò xe un intrigo,

Che le tien in continnua suggizion,
    Che gnanca le puol dir le so orazion,
                        57Che vuol far el paron,

E drìo per tutto el vuol, che le ghe vaga,
    E gnanca a so Marìo le ghe la daga,
                        60Che infin quando le caga

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I vuol saver, e i xe cussì zelosi,
    Ch'i sospetta, che tutti i sìa morosi,
                        63I xe sempre rabbiosi,

E i gà pò un certo far cussì cagnesco,
    Ch'i seccaria i cogioni a San Francesco:
                        66Se i Omeni dal fresco

Pò se cavasse, e fuora d'ogni impegno,
    I mettarave 'l so cervello a segno,
                        69I agguzzerìa l'inzegno,

I studierìa de più l'arti, e le scienze,
    E i tenderìa de più alle so incombenze,
                        72Che delle gran licenze

Ancuò i se tiol per star la notte suso,
    E la mattina i gà tanto de muso,
                        75I gà 'l cervel confuso,

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No i puol ben applicar, perchè in la testa
    Mille buzare i gà, che li molesta;
                        78I farìa sempre festa,

E come l'ozio la virtù allontana,
    I perde sempre più la tramontana;
                        81Se i avesse la puttana,

Co i avesse fatto quel, che i gà da far,
    I andarave la notte a riposar,
                        84I poderìa levar

La mattina cussì tutti a bonora,
    Nè i lasserave andar tutt'in malora,
                        87Ma tornarave fuora

L'arti, e 'l comercio, e tante belle imprese,
    Che fava i nostri vecchj nel Paese;
                        90Più ognun sarìa cortese,

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Piu bell'uso i farìa del so talento,
    E se riniovarìa l'eta d'arzento.
                        93Publico sentimento

Sìa donca, che quà torna le puttane
    Utili tanto alle passion umane,
                        96Che ai ruffiani, e ruffiane

Impedìo no ghe sìa el so mestier,
    Perchè ogni mercanzia vuol el senser;
                        99Sia però el so dover

Tegnir un libro dove, che se metta
    Quelle, che la gà larga, e la gà stretta,
                        102Chi è ricca, e poveretta,

La brutta, la passabile, e la bella
    Per regolarse colla so scarsella,
                        105Che de questa, e de quella

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Se sappia 'l prezzo, e dove, che le stà,
    E tutti quanti i gusti, che le dà.
                        108Sta bella libertà,

Sto comodo de dar delle chiavae
    Farà, che vada in Cul le maridae;
                        111E intorno alla Cittae,

Perchè 'l gabbia d'aver sicuro effeto,
    Sìa mandà, e lassà in copia sto Decreto.

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