Lamento per la lontananza d'un marito

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Qualità del testo: sto testo el xe conpleto, ma el gà ancora da vegner rileto.
Lamento per la lontananza d'un marito alla crociata in oriente
XIII secolo
Edission e fonte ▼

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LAMENTO

PER LA LONTANANZA D'UN MARITO

ALLA CROCIATA IN ORIENTE.



Responder voi a dona Frisa
     Che me conseia en la soa guisa,
     E dis ch'eo lasse ogni grameza
     Vezando me senza alegreza;
     5Che me mario se n'è andao,
     Ch'el me cor cum lui à portao,
     Et eo cum ti me deo confortare
     Fin ch'el starà de là da mare.
     Zamai nol ver a vegnire 1
     10No ai paura d'envechire,
     Chè la speranza me mantene
     Del me segnor che me sovene.
     En lui è tuto el me conforto,
     Zamai no voi altro deporto,
     15Chè de lui sol zoja me nasse
     Ch'el me cor noriga e passe 2.
     El no me par ch'el sia luitano,
     Tanto m'è el so amore prusimano.
     Eo sto en la cambra, plango e pluro
     20Per tema ch'el non sia seguro,
     Chè d'altro mai no ai paura;
     E la speranza m'assegura
     Ch'el de' vegnire en questo logo;
     Tuto el me planto torna en zogo,
     25E i me sospiri ven en canto
     Membrandome del ben cotanto.
     Veder mia faza eo mai no quero

     En spleco, ch'el no fa mestero;
     Chè non ai cura d'esser bela.
     30Eo men sto sola en camerela,
     E an tal ora (en) mei la sala.
     No ai que far zo de la scala,
     Nè a balcon nè a fe(ne)stra,
     Che tro' m'e luitan la festa 3
     35Ke plu desiro a celebrare.
     Co guardo en za de verso el mare,
     Si prego Dio che guarda sia
     Del me segnor, en (pagania),
     E faza sì ch'el mario meo
     40Alegro e san sen torne endreo,
     E dope vence ai Cristiani
     Che tuti vegna legri e sani.
     Che quando ai fato questo prego 4
     Tuto el me cor roman entrego;
     45Se chel m'è viso che sia degna
     Chel me segnor tosto sen vegna.
     Eo no crerave altro conseio;
     El vostro è bon, ma questo è meio,
     E questo me par da tegnire,
     50Nexun men porave departire.
     Le done oldì zo che la disse 5,
     Nexuna d'ele contradisse.
     Anzo fo tegnuo tuto per bene,
     E cosa ke ben se convene,

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     55E si la tene fè liale 6
     Cum bona dona e naturale;
     Ch'ela tendè tanto el mario 7
     Chel so deserio fu complio.
     En verso lui mostra legreza,
     60Lassando tuta la grameza.
     Zamai penser no volse avere 8
     Se non com se poes plaxere
     Et el a lei et ela a lui.
     Zilusi i gera entrambi dui,
     65Mai no miga de rea creenza.

     Entrambi eran d'una sentenza;
     Ch'i se portava tanto amore
     Ch'i gera entrambi d'un sol core.
     El volse zo ch'ela volea,
     70Et ela zo ch'a lui plasea.
     No ave mai tenzon nè ira
     Che ben tegnese da terza a sera:
     Questa fo bona zelosia,
     Chel fin amor la guarda e guia 9,
     75E questa vol lo pelegrino
     Aver da sera e da matino.



Raccolta di poesie in dialetto veneziano 1845 (page 10 crop).jpg




Note
  1. [p. 505]Ver, lo stesso che vedere.
  2. [p. 505]Questo verso dal primo editore leggevasi errato così:
    me fortin noriga e passe
    Dallo stesso editore sonosi aggiunte le parole che leggonsi fra parentesi, le quali, come ragionevoli, sonosi conservate anche nell'edizione presente. Si ommisero bensì alcuni versi, evidentemente appiccati, sul fine.
  3. [p. 505]Il senso di questo verso è il seguente: che troppo lontana mi è la festa. Luitan per lontano leggesi anche nel verso decimosettimo.
  4. [p. 505]L'altra edizione leggeva erroneamente farò.
  5. [p. 505]Oldì, lo stesso che udì, per udirono. Scorrezione grammaticale, non infrequente in siffatto genere di poesie, specialmente di sì vecchia data.
  6. [p. 505]Nell'altra edizione leggesi filiale in luogo di fe liale
  7. [p. 505]Anche questo verso è alquanto scorretto nell'edizione anteriore.
  8. [p. 505]L'altra edizione ha vose, erroneamente come ognun vede. Volse leggesi anche otto versi dopo.
  9. [p. 505]Guia, forse vale lo stesso che guida.
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