Canti popolari vicentini/Lettore gentilissimo

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Lettore gentilissimo,


Eccoti questi canti vicentini messi a stampa per la terza volta; furono pubblicati dapprima sul Berico (giornale Veneto) nel 1858, poi ripubblicati sullo Stivale in Napoli nel 1866. Sono quindi rarissimi ed invano ne' faresti ricerca presso i librai. Escono ora raccolti in opuscolo.

Quest'opuscolo non si pone in vendita, e perchè tu lo legga, bisogna che ti venga donato. Vuoi disobbligarti con noi pel piacere che t'arrechiamo e per la cortesia che ti usiamo? Ascolta.

Prendi esempio dal Pasqualigo: ne' tuoi poderi, dalle tue domestiche, da' tuoi bimbi, raccogli tutti i canti che udrai. Ami una donna? E tu pregala che rifrughi nella sua memoria , che migri a' tempi della sua giovinezza (per dirla col nostro amico Aleardo Aleardi) e che ti ripeta quelle canzoni che allora la bearono. Sei padre? E tu nota le cantilene con le quali la balia t'addormenta i bimbi. Soprantendi a' tuoi poderi? E tu porta un taccuino in tasca alla messe, alla [p. 4 modifica]vendemmia, alla raccolta delle ulive, sorveglia con un occhio le contadine e segui coll'altro sulla carta il lapis che ne segue il canto. Sei medico? E tu distrarrai l'inferma interrogandola intorno a ciò che forma scopo de' nostri desiderii. Insomma qual che si sia la sua occupazione, puoi giovare a noi, far cosa utile agli studii, gloriosa per la nostra comune patria, procacciandoti distrazione e piacere.

Noi ti parliamo in nome di molti. Tacendo di quelli che han per ora soltanto promesso, ma che manterranno la promessa perchè galantuomini, sono nostri collaboratori effettivi e ci hanno somministrati gran numero di canti: Luigi De Simone (per Arnesano); Sigismondo Castromediano duca di Caballino (per Caballino); Francesco Bruni (pel Circondario di Lanciano); Alessandro D'Ancona (per Reggio di Calabria); Michele Bonopane (per Grottaminarda); Giacomo Racioppi (per Moliterno e Spinosa); Francesco Paolo Caputi (per Saponara); Nicola Fazio (per la Grecìa); Carlo Trinciowski (per Napoli città); Liborio De Donatis (per Casarano); Raffaele Casetti ed Achille De Lucretiis (per Lecce); Mario Rapisardi (per Catania); e molti e molti altri che ommettiamo non per dimenticanza o sconoscenza ma per brevità.

La parte d'ogni collaboratore sarà scrupolosamente riconosciuta e sul frontispizio dell'opera ed in nota d'ogni singolo canto.

Sta sano, vivi felice ed aiutaci.

Napoli 6, iv, 66.


Antonio Casetti (S. Marcellino, 10)
Vittorio Imbriani (Ascens. a Chiaia, 20).
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