Pagina:Serie degli scritti impressi in dialetto veneziano.djvu/46

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fuora de Venexia, a la qual cosa è da meter remedio, che i diti Maestri i quali sono assaij in fameia habiano più presto utilitade che i Forestieri. Sia ordenado e statuido, come anchora i diti Maestri ne ha suplicado, che da mo in auanti non possa uegnir ouer esser condutto in questa Terra alcun lauorerio dela predicta arte, che sia stampido o depento in tella o in Carta come sono Anchone e Carte da Zugare, e cadaun altro lauorerio de la so arte fatto apenello e stampido, soto pena di perdere i lauori condutti, e liu. xxx e sol. xii p. 6 de la qual pena pecuniaria un terzo sia del Comun, un terzo di Signori Justitieri Vechi, ai quali questo sia comesso, e un terzo sia del Accusador. Cum questa tamen condition che i Maestri i quali fanno de i preditti lauori in questa Terra non possano uender i preditti suo lauori fuor de le sue botege sotto la pena preditta, saluo che de Merchore a san Polo, e de Sabado a san Marco sotto la pena predita.

Lo stesso Temanza (ivi c. 311) riporta inoltre il Capo XXXVII d'altra Matricola per far conoscere che i Pittori Veneziani si ridussero in corpo, e fondarono la loro Compagnia sotto l'invocazione di s. Luca, dandosi Leggi pel buon governo dell'Arte medesima prima de' Fiorentini.

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