Pagina:Raccolta universale delle opere di Giorgio Baffo 2.djvu/118

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E 'l fresco goderò delle culate,
    Che veramente l'è un boccon da Frate,
                        18Dar quelle botte mate,

Sentirse quella carne sulla panza,
    E metterghe in tel Cul quel, che n'avvanza.
                        21Oh benedetta usanza!

Degna de lode, e degna de corona,
    Altro, che quella buzara de Mona!
                        24E pò ogni persona,

E Prencipi, e Prelati, e Gardenali,
    Tutti mette in tel Cul i so Cotali,
                        27No ghè se nò i coccali,

Che vaga in Mona, e i poveri facchini,
    I altri tutti và in Culo da sassini.

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