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Pagina:Poesie di Francesco Gritti in dialetto veneziano.djvu/27

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preferenza a taluna che l'Autore riputava forse men degna della stampa[1]. E in vero non tutte sono del medesimo conio, nè le nostre lodi intendono di estendersi a tutte. Ve n'ha di quelle che sono una pretta imitazione di Fedro, o di la Fontaine; alcune che pajon nate in momento di languore; altre cui non arride sempre quel vero che a detta di Boileau:

Il doit regner par tout, et même dans la fable[2];


queste declinano dalla loro semplicità per tenere il linguaggio della satira grave ed austera, e quelle riescono alquanto prolisse per voler assumere abbigliamenti non suoi. È però certo, che la moderazione non è sempre compagna della ricchezza, e che in tanta folla d'idee, di cui era signore, non sempre poteva escludere le meno dicevoli all'argomento. Simili difetti tuttavia non s'incontran così, che troppo

  1. ↑ Tale l'Invidia pubblicata per le nozze Onesti; El corvo e la volpe, che entra fra le dodici stampate per le nozze Loredan-Grimani; El lovo e l'agnello, che sta fra le sei date in luce dal Portafoglio di Padova nell'anno 1813.
  2. ↑ Épitre IX.
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