Pagina:Delli componimenti diversi di Carlo Goldoni 1.djvu/155

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          17Cossa voleu de più? De Ca' Pisani
     Xe la Madre gentil della Novizza;
     Casa famosa ai Popoli lontani,
     Dove el Sol se destua, 1 dove el se impizza.
     Che a quei, che ha combattù coi Veneziani,
     Più de una volta gh'ha cavà la pizza.
     E farave i Nevodi ancuo l'istesso,
     Ma la pase de Dio se gode adesso.
     
          18Da l'union de sti sangui, che ho contà
     Contarini, Querini, e Mocenigo
     E Pisani, che abbrazza el Parentà,
     Primo de sto Paese penso, e digo,
     Che certo certo un frutto vegnirà
     Della virtù, della so Patria amigo;
     Se tanto me dà tanto, el vederè,
     Come insegna la regola del tre.

19Cecco. Io starei ad udirvi notte, e giorno,
     Gondolier mio, che parlate sì bene;
     Quasi davver davvero il mio soggiorno
     Fare in Venezia volontà mi viene.
     Ma lo girar coi navicelli intorno
     Fra 'l sì, ed il no in bilico mi tiene.
     Per far bella Venezia in mezzo al rio,
     Mancano le Carrozze al parer mio.

20Titta. Che bisogno ghe xe de carrozzar?
     (E per i ponti no se poderìa)
     Se in gondola da nù se pol andar
     Comodi, solitari, e in compagnia?
     Senza paura de precipitar,
     Senza bisogno de cavaleria;
     E se pol star con el mazor governo
     Freschissimi l'istà, caldi l'inverno.

21Cecco. La carrozza non va chiusa, scoperta,
     Come un vuole nel verno, e nell'estate?
     Il primo luogo la carrozza merta
     Sopra le vostre gondole abbrunate.
     Bello è il vedere in una strada aperta
     Le carrozze magnifiche dorate
     Colle frangie, e i guanciali di velluto
     Di color varj, e non vestiti a luto.

  1. Dove il Sole si spegne, e dove si accende.