Pagina:Collezione delle migliori opere scritte in dialetto veneziano 9.djvu/20

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Vardano el Cavalier che ghe respose:
     So che un dì te piaseva a butar su.
     Vardano Pasqualin che ghe propose:
     Zelenza benedia, no bevo più.

     Indi rivolto a me: No go più ose,
     Dissemi, e seguitar no posso più
     A mostrarve, paron, el Mondonovo
     Se no me torno a rinfrescar da niovo.


E in così dir prendendo un boccaletto,
     Cava la spina ad un barile alzato,
     E l'empie, e si ristora il poveretto,
     E al solito lo bee tutto in un fiato.
     Questo non si può dir vizio o difetto,
     È la necessità che l'ha spronato.
     Ei patisce una sete aspra, bestiale,
     E l'acqua non gli piace e gli fa male.

Dopo un breve ristoro a dir ritorna:
     Vedano, vederano, osserverano
     De casa Balbi la famegia adorna:
     Tuti a lodar no basteràve un ano!
     Quela dama, che fa, che va, che torna,
     Che opera sempre e ferma mai no stano,
     La xe Zelenza Beta mia parona,
     Che tra le done merita corona.

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