Pagina:Canti pel popolo veneziano.djvu/10

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Ma pel mitigare dei tempi, la gente italiana in cui la poesia e la musica sono destino e natura, doveva dunque ammutire? giammai: il popolo, che non ebbe più a maestri gli erranti poeti, si mise a comporre da sè versi e strofe, di diverso ritmo, di rime per lo più assonanti, ma pure versi: ed ecco le borgate, i contadi, le città, armonizzare, qual più qual meno, stornelli o villotte, canzonette o tarantelle, a norma del paese dove avevano origine.

Quest'è la poesia popolare tradizionale, in parte storica ed allusiva, in parte di mero capriccio, della quale veramente intendiamo parlar noi in questa prefazione.

Venezia unica in tutto, operosa e guerriera sino all'ultimo della sua potenza; Venezia che in fatto di costumi tutto creò del proprio, nulla tolse da nessuno, se si eccettui la mollezza all'Oriente, suo giardino di delizia; ebbe anch'ella senza dubbio i suoi canti popolari. E come non li avrebbe avuti la città del valore, della sapienza, della poesia, di tutte le voluttà? Siffatti canti se per le altre genti d'Italia erano diletto, pei Veneziani diventavano bisogno. Isolati dal continen-

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