el mio frescùsene[1]
cossa galo el mio spirità, el mio spasemà?[2]
el mio storto dal Dolo[3]
el mio gobo su l'oca[4]
Vien qua, el mio frate[5]
benedeto el mio furlanoto[6]
caro quel pacion; caro quel paciòto
caro quel bombason[7]
la mia bòndola, bondoleta
la mia bròmbola, bromboleta[8]
andemo da la gnagna (zia), el mio tondolin
el mio bodolòto
el mio ganassotto, ganasson; care ste papote, care quele sgionfone[9]
- ↑ Lattime. Lo chiama col nome del male che ha, che è come lo avesse lei stessa.
- ↑ Quando ha gli occhi spalancati per la paura.
- ↑ Che cammina contorcendosi sgarbatamente. Detto però ad un adulto, vale furbo, astuto.
- ↑ Gibboso, come si vede nel giuoco dell'oca, cioè in quella tavola divisa in 63 caselle, in alcune delle quali sono dipinte alcune figure, tra cui questa.
- ↑ Questa e le voci che seguono (non ce n'è penuria) si riferiscono al bambino florido e prosperoso. Eccotelo un frate dalla grossa collottola.
- ↑ E adesso un furlanotto, cioè un di que' tarchiati e rubicondi ragazzi friulani, tutti forza e salute, che calano d'inverno nella nostra città a camparsela col rivendere mele cotte e pasticci e panini gialli o zaleti.
- ↑ Senti che morbidezza di carni, pari alla bambagia (bombaso). Star nel bombaso vale, come in lingua, stare in sul grasso, o appunto nella bambagia.
- ↑ Bòndola o bròmbola varietà di salsicciotto a forma di palloncino.
- ↑ Di guancie carnacciute.
