«I Morti?» o «Una Morta?» o «Marcello» e null’altro? L’autore era incerto fra questi titoli. Il primo rispondeva senza dubbio alle sue intenzioni psicologiche ed ho creduto pertanto di mantenerlo; pure, conoscendo per fraterna consuetudine la ripugnanza di Riccardo Selvatico ad ogni forma anche lontana, anche apparente di pretensione, io penso che all’ultima ora si sarebbe deciso pel semplice nome del singolare protagonista.
Egli concepì la prima idea della commedia nel 1888; venne a più riprese rimaneggiandone la trama; cominciò a stendere il dialogo nel 1900. Volle usare il dialetto, per rifarsi la mano, come amava dire, per abbandonarsi con maggiore spontaneità ai moti del sentimento, sopra tutto per meglio evitare il pericolo dell’enfasi, difetto codesto che gli pareva assai frequente nella nostra letteratura drammatica. Quando però la commedia fosse stata compiuta, aveva in animo di darle veste italiana.
Scrisse interamente due atti e le prime scene del terzo, ma, com'è ricordato nella prefazione, nulla potè rivedere e correggere. Così il dialogo procede in qualche punto diffuso e vagabondo, la frase è qua e là trasandata, non mancano le scene superflue e l’atto
