Pagina:Raccolta di poesie in dialetto veneziano 1845.djvu/519

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casalinghe peripezie. Anche oggidì, se valenti attori rimettano in iscena qualche commedia del Goldoni, non si lascia il teatro senza un vivo sentimento di riverenza pel di lui nome. Nelle due, La buona moglie ed i Rusteghi, stanno principalmente le veneri del veneziano dialetto. Le morbinose, e Chi la fa l'aspetta furono dall'autore stesso ridotte a lezione italiana, e quelle son che si leggono, la prima col titolo Le donne di buon umore, e l'altra con quello La burla retrocessa nel contraccambio.» Così nella Serie degli scritti nel dialetto veneziano del chiaris. Gamba.

Francesco Gritti nacque in Venezia il dì 12 novembre dell'anno 1740 da Giannantonio Gritti, e da Cornelia Barbaro, donna di molto spirito, non istraniera alle muse, e non discara a' poeti più conti di quella stagione, quali un Bettinelli, un Frugoni. L'asse paterno era di assai limitato, e perciò Francesco ebbe nell'Accademia della Giudecca quella educazione, che la pubblica munificenza accordava a' men doviziosi fra gli ottimati. Il P. d. Stanislao Balbi lo instituì nelle lettere amene, e il P. d. Luigi Fabris nella filosofia. Fu ammiratore ed amico di entrambi, ma l'accigliata Sofia non istrinse grande amistà con un giovane nato per salire in parnaso. Compito il suo tirocinio indossò la toga patrizia, e giunto ai trent'anni, età dalle leggi prescritta, con larga maggioranza di voti venne eletto a giudice ne' consigli de' Quaranta. L'integrità e il senno, con cui amministrava la giustizia, avrebbongli aperto il campo a una carriera più luminosa, s'egli, d'altronde grato ai favori de' suoi cittadini, non se ne fosse schermito. In fatti non cessò da quell'uffizio che col cessare della repubblica; e tranne pochi mesi di una destinazione, ch'ei per celia assomigliava a una farsa, la morte politica della sua patria segnò l'epoca di una vita onninamente consecrata a quella poesia, ch'era stata il suo idolo anche in seno alle pubbliche cure, e lo fu sino all'estremo respiro.

„Così dolcemente intrattenendosi menò una vita lieta e tranquilla sino al dì 16 gennaio del 1811, in cui da repentina morte colpito pagò l'inevitabil tributo. Contava l'anno settantesimo primo; ma la freschezza de' lineamenti, l'energia dello spirito, l'attitudine di tutte le sue facoltà, lusingavano che non dovesse essere così vicina una perdita tanto increscevole.„ In tal modo scriveva di Francesco Gritti l'ab. Antonio Meneghelli nella vita posta in fronte alla edizione della tipografia di Alvisopoli dell'anno 1824.

Monumento curioso di storia nazionale è un componimento in cui al vivo, con leggiadria, e di quando in quando colle voci medesime di attori, che vivevano da trecent'anni addietro, si trovi descritto un trattenimento popolare celebratissimo. Per tale si riconoscerà quello, che qui si pubblica, e col quale si descrive una guerra tra due celebri fazioni della città di Venezia, i Castellani e i Nicolotti, seguita nel giorno di san Simeone dell'anno 1521. La stizza e la gelosia de' partiti, gli

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