De far baldoria
E carneval
In barba ai tangari
36Che ne vol mal.
E per memoria
De sto dì qua,
Che el vero merito
40Ga alfin premià,
Da ste do spisime[1]
El don aceta.
Nono carissimo,
44De sta croseta.
Ma ti conténtine
Che la vedemo
Tacada a l'abito
48De Bepo Emo.[2]
- ↑ spisima — fanciullo mingherlino; dicesi anco di omiciattolo sparuto e di poca apparenza.
- ↑ Il Professore Giuseppe Emo, valente grecista, studiosissimo della socratica filosofia, autore di parecchie opere originali in prosa e in verso, e di varie traduzioni, tra le quali quella delle Nubi di Aristofane, che è in corso di stampa. V. intorno ad esso il cenno inserito nella Strenna Veneziana del 1884 — Ann. I.
