Pagina:La regata de Venezia (1845).djvu/62

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(7) A vint'ore — secondo l'antico uso veneto si contavano dall'una all'altra Avemaria della sera tutte le 24 ore di ciascuna giornata: le quali ore poi col nuovo sistema italiano, già adottato anche in Venezia, si dividono in due parti; la prima cioè di ore 12 antimeridiane, e la secondo da altre ore 12 pomeridiane.

(8) Dosàna — riflusso dell'acqua. Questo riflusso è sfavorevole ai Regatanti che partono dal sito della mossa, perchè superar devono la corrente contraria.

(9) Lassar el spagheto — partir dalle mosse. — Lo spagheto era posto appunto al luogo della mossa, il quale è di fianco alla così detta Motta di Sant'Antonio, ora ridotta ad uso dei pubblici giardini.

(10) A premando — volgendo la barca a sinistra.

(11) Orfanelo — così si chiama quel Canale, che dal lato di levante e presso all'isola di S. Giorgio Maggiore, sbocca nell'altro Canal grande detto di S. Marco.

(12) La Fusta — era questa una specie di naviglio da remo, o Galera, che ai tempi del Governo Veneto si teneva presso alla Piazza di S. Marco, per deposito dei Forzati o Condannati al remo fin che venivano disposti sulle Galere.

(13) Ziron del remo — la parte rotondata del remo, ed è propriamente il manico per cui si prende.

(14) A stagando — volgendo la barca a destra.

(15) Questo Contarini è detto delle Testière; ed ha il suo Palazzo che guarda al Canal grande a S. Samuele.

(16) Dar de peta — quì significa vogare a tutta possa.

(17) Paleto — è quel palo con bandiera in cima che vien piantato nel mezzo del Gran Canale dirimpetto al ponte detto della Croce, attorno al qual palo debbono girare le barchette de' Regatanti per tornare indietro sino alla riparata. (Macchina).

(18) Andar, o vegnir a tombolon — discendere per la corrente con facilità e prestezza.

(19) Secondon o Segondon — riflusso dell'acqua gagliardo o forte, ed è propizio ai Regatanti quando ritornano dal sito del palo.

(20) Andar o vegnir de longo — andare o venire di seguito, di lungo, di filo, continuare.

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