Pagina:Delli componimenti diversi di Carlo Goldoni 1.djvu/158

Da Wikisource
Jump to navigation Jump to search
75%.svg
Sta pagina la xe stà trascrita, ma la gà ancora da vegner rileta.



30Cecco. Che confusion, che strepito, che grida!
     Gesù li salvi, sono spiritati?
     I' ho timore, che qualcun s'uccida;
     Tanto son fra di loro arrovellati.
Titta. Eh no v'indubitè; lassè, che i rida.
     Darse? per cossa? no i xe miga matti;
     I fa sussuro, i fa 1 scampar la zente,
     E po dopo i se quieta, e no xe gnente.

31Cecco. Zitto! Chi è quella Giovane sì bella
     In bianca veste colla lunga coda?
Titta. Quella xe la Novizza. Cec. Quella, quella?
Titta. Cossa, ve par? mo co pulita, e soda! 2
Cecco. Affè di mio la mi pare una stella,
     Andiamle vicin, che me la goda.
Titta. Presto andè in Chiesa. Cec. Non mel fo ridire,
     Mi piace tanto, che ci voglio ire.

32Titta. Andè, compare, che ve lasso andar.
     Mì no posso vegnir. Cec. Dio vel perdoni!
Titta. Un galant'omo ho d'andar a levar,
     De Casa.... casa.... la fenisse in oni; 3
     Credo, che el voggia andarse a rallegrar
     Co sti Novizzi, che xe so Paroni.
Cecco. I' me la vo' godere. Tit. Andè con Dio:
     Schiavo, Sior Cocchio. Cec. Camerata, addio.

  1. Fuggire.
  2. Modesta.
  3. L'Autore vorrebbe, che s'intendesse di Lui.