Pagina:Canti popolari vicentini.djvu/7

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nazioni una coltura più antica e varia, e tradizioni singolarissime antiche e moderne e più remote origini di civiltà. Dal confronto di questi canti si conobbe il vario atteggiarsi dell'indole della nazione secondo i diversi volghi che la compongono, e lo speciale loro carattere, insieme alla universale consonanza di pensieri, di affetti e di aspirazioni, perchè da tutti i canti Italiani si sente che è uno il popolo che li ha fatti. Oh è pur bello questo sentirci tutti fratelli!

Ma non avessero le canzoni popolari altro interesse, basterebbe a renderle accette la loro bellezza. In esse come in fido speglio, è riflesso tutto lo splendore dell'Italo cielo e le meraviglie del bel paese; ora gaie come le nostre aurore, or malinconiche come i nostri tramonti, sempre lussureggianti come le nostre messi, hanno la dolcezza del clima, l'olezzo dei fiori d'Italia. Sono fiori esse medesime, ma d'una freschezza eterna che non paventa nè mano stuggitrice, nè rigore di verno. La poesia del popolo sgorga naturale, schietta, spontanea dal core commosso; ed è certo che se i nostri poeti avessero a studiare questa poesia, imparerebbero a smettere assai di quel fare artifizioso, che non solo non aggiunge pregio ai loro versi, ma fa che non sieno accessibili alle menti volgari. E sarebbe errore il credere che per rendere tali faccia mestieri cadere nel basso e nel triviale, o bamboleggiare col popolo che non hanno mai inteso; chè anzi esso (e lo mostrano i suoi canti) ha vigore e potenza d'immaginazione, e si compiace di quanto può esaltarlo e trasportarlo oltre i confini del vero, ed ha più facilmente l'intuizione delle grandi cose, ed è più familiare coi grandi ingegni che comunemente non si supponga da' suoi stessi encomiatori.

Noi qui daremo per ora un saggio dei canti vicentini, quali ci avvenne di raccoglierli nella parte meridionale della provincia. Ben diversa è la fatica del raccogliere i proverbi, da quella del raccogliere

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