Pagina:Amor materno nel dialetto veneziano.djvu/19

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Certamente le donnicciuole nostre ignorano affatto affatto Platone e Aristotele, Spencer e Bain, Hegel e Fichte (beate loro!), Leopardi e Schopenhauer (più ancora beate!); eppure in questo documento della popolare sapienza troverai filosofia del pari e di quella sana per giunta, che non ti scombuia la mente nè t'indurisce il cuore. Certamente le popolane nostre non conoscono un verso solo di Dante o di Petrarca, di Giusti o di Carducci; e però quanto preferibile la poesia delle loro passionate e non di rado grasse volgarità alle anemiche e sensuali sciatterie de' troppi versaioli moderni!

Ma ad esse senz'altro la parola: la ho loro fin qui usurpata anche troppo. Mi si conceda soltanto di riprenderla a fin di pagina ogni qualvolta stimi necessario illustrare qualche motto o (ancora più) chiarire ai non veneziani e quindi mal pratici del dialetto nostro, il senso d'uno o d'altro vocabolo.