tal combattuto soggetto stampò in Roma. In essa studiasi egli di confutare, ed in un far vedere, che Pitagora fu inventor della Musica, ne ella da arte i suoi principj riconosce, o fonda giammai, ma si tene dalla natura madre feconda delle più dilettevoli, ed ingegnose cose producitrice.
Così i Filofofi van divisando, quantunque discordino dalli Storici. Certo è per altro, che non si restringono le diferenti lingue degli uomini alle Provincie, alle Città, ai Villaggi nella lor varietà. Direi quasi esser elleno infinite. Ben lo riconobber Tito Livio nelle sue Deche, e Strabone nell'esata sua Geografia, e così pure il nostro Plinio nell'incomparabile sua Storia Naturale. Ne' vicini tempi a noi Marco Polo lo dimostra nell'Isole, e nelle Terre da lui scoperte, e del pari il sempre invidiabile Cristoforo Colombo. Udirono e trovarono lo stesso Americo Vespucci nella parte dell' America, Ferdinando Cortes, Francesco Pizzaro, Las Casas, e in particolare tutti i Missionarj Gesuiti nel Paraguai, nel Marognon, e molti e molt'altri come mostrano, e convincono il Cristianesimo felice del Chiarissimo Lodovico Muratori e le lettere edificanti, e i libri dell'Abbate Rainald che recentemente delle più barbare Nazioni scrisse e stampò, dando a divedere incostanza de' loro parlari, che tanti ne conta da non rifinire così facilmente.
In mezzo non perciò a tante popolazioni che da uno all'altro Polo si contano discordanti tra sè, e fatte difficili dalla superbia e dall'accortezza degli uomini
- Il bel Paese
Che Appenin parte, e il mar circonda, e l'Alpe
egli ha il suo linguaggio tutto proprio che senza confronto per la natural sua bellezza ed armonia si distingue, ed è in preggio tenuto sopra quei d'oltre monti che per vana e inutil pompa fino le feminelle per apparir sacenti, in ispechiandosi al Tavogliere studiano a gara d'imparare più presto che il tessere, o svolgere, e i panni lini cucire, ed intrecciar vagamente.
Il dotto P. Bardetti con erudizione ed ingegno nel suo Libro dove tratta ex professo degl'Itali Primitivi, e com-
