batte le opinioni d'altri chiarissimi Autori che scrissero prima di lui su quell'argomento, pretende che Germanica sia la derivazione del loro primo linguaggio, da cui formandosi a poco a poco un dialetto l'Italiana Lingua avesse origine. Sia con pace di tanto uomo, noi non addottiamo un così fatto pensare. Non rifiutiamo per altro che nella nostra favella alcune di quelle voci non possan un tempo aver avuto luogo, come in oggi pur troppo anche da persone di chiaro nome per spirito di novità affettasi d'addotare, е pretti Francesismi introdurre. Entrar converrebbe però in aperta disputa chi ventilar e discuter volesse un sì bel punto, ma non essendo qui il luogo per parlarne a dovere, si restringeremo soltanto a dire che dalla Latina Lingua, quella che volgare noi chiamiamo, derivò poscia, e con tal gradazione che una da se formando venne, la quale a molti piacque d'Italiana chiamarla, et ad alcuni altri Toscana per essersi in quella parte migliorata, e resa colta, ed espressiva. Sparsa quindi nell'altre Provincie ove vaganti straniere nazioni tratto tratto s'intrusero, e nelle bocche de' popolari ed idiotti disusa a seconda della loro rozezza, mancando di coltura, e studj fu per sì fatto modo alterata, che tanti dialetti nacquero quante Città e Territori estendonsi sù la sua Mappa. In non dissimil guisa sucesse dell'altre lingue nel resto del Mondo, onde sì diversi suoni, sì stranj accenti, e pronuncie, e union di consonanti, e vocali con Alfabeti opposti si videro, che non è così facile a quiditarne il numero. Non dubbio esempio n'abbiamo dalle Città Lombarde, come sono e Milano, e Brescia, che invase da Galli Cenomani, ancor gli accenti e le pronuncie Gallici sonanti conservano. Siccome ognuno in prosa spiegar volle o in scritto, o in sculre tavole, o in marmi i nomi più chiari degli uomini illustri, e benemeriti dalla propria Patria, così in vero per un'estro inscito in loro, ed eccitante un armonica consonanza le gesta, gli amori, e le storie cercò tramandare alla Posterità, e di qui gli Omeri nella Grecia, i Pindari, gli Anacreonti, le Corinne, e le Safo. I Virgili, gli Orazj, i Catulli, gli Ovidj, i Sili, e gli altri del Lazio fiorirono; e nel resto dell'Italia i Fracastoro, i Cotta, i Gianestasi, i Danti, i Petrarca, i Bembi, i Casa, i Sanazari, gli Alamani, i Tassi, gli Ariosti, i Spolve-
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Come che se vede
