Pagina:Canti pel popolo veneziano.djvu/24

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gere il venuto dall'una all'altra sponda. Tosto arrivato alla meta il convoglio, vale a dire alla parte opposta di facciata al luogo donde la barca si è spiccata, il passaggiero abbandona il suo mezzo di trasporto, paga la mercede di metodo, e tira oltre. — L'uomo del traghetto, che del resto è la più indolente creatura della terra, intascato il suo danaro, non si dà più pensiero di nulla, andasse tutto quanto a soqquadro; si batta sdraiato nella sua barca, o siede a cavalcioni sulla barriera di legno che fiancheggia la riva dove approdan le gondole (i pontili), e lì canta, fuma, mangia o dorme, e solo si fa vivo e feroce se tornato il suo giro, un altro tenta di andargli innanzi soffiandogli la parada. Pronto sempre a pungere con sali e frizzi, a cui ha naturale spontaneità, il passaggiero; pronto a prorompere anche all'ingiurie; con altrettanta facilità, dove trovi fermezza e viso tosto, volge l'insulto in una celia e ti cambia la collera in riso. Se tu gli dai un centesimo meno di ciò che gli è dovuto per diritto di navolo, ti corre dietro, ti leva un romore, ti afferra se occorre per l'abito; succeda che può, egli non vuol essere defraudato d'un nulla. Ma se all'incontro ti lasci uscire di mano più che non gli devi, sia generosità od inavvertenza, ei fa le mostre di non avvedersene, e di rado mai te ne ringrazia. — Hanno i traghettieri per bontà per abitudine, gran divozione alla Madonna ed ai Santi. Il perchè non v'ha traghetto dove non si vegga un'imagine sacra, o riposta entro una nicchia nel muro, (capi-

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