Pagina:Canti pel popolo veneziano.djvu/22

Da Wikisource
Jump to navigation Jump to search
75%.svg
Sta pagina la xe stà trascrita, ma la gà ancora da vegner rileta.


viene destinata. Le mercanzie le più grossolane e di gran peso ingombrano tuttodì questa tozza e massiccia mole: animali di ogni genere vi si imbarcano; laonde si vede da sè ch'ella non potrebbe giammai venire al paragone con quelle tante eleganti e graziose barchette, che guizzano pei canali della città; e singolarmente colla melanconica ma pur cara gondoletta, ove seggono, ricche e vezzose dame, ed onorevoli cavalieri. — Vuole però ragione che anche coloro, che vogano sulla poppa d'un sìmil legno sieno guardati, se non con disprezzo, ma certo con aria di superiorità dai loro confratelli di mestiere. Per questo il personaggio a cui è posta in bocca la presente strofa, segue, raccontando i fasti della propria genealogia, a dire:

E mio pare faceva el barcarol. Volendo significare con ciò essere il suo genitore asceso un grado più in su per la lunga scala, aver posto mano ad un più nobile remo, essere montato sulla gondola colla divisa d'un senatore fors'anco, od aver comperato una libertà per guadagnarsi il pane al traghetto.

E qui cadendo in acconcio per l'argomento, diremo alcuna cosa sui traghetti.

Traghetto, come suona il vocabolo ha origine da tragittare, passare cioè una persona dall'una all'altra riva d'un acqua, a mezzo di barca. È noto a ciascheduno essere Venezia scompartita in due da un lungo e largo braccio di laguna detto Canal grande, e non aver che

Traesto fora da Wikipèdia - L'ençiclopedia łìbara e cołaboradiva in łéngua Vèneta "https://vec.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Canti_pel_popolo_veneziano.djvu/22&oldid=61885"